Descrizione
Diametro vaso 12 cm
Le origini del genere Paphiopedilum si trovano nelle giungle del Sud-est asiatico, dove queste piante crescono non sugli alberi (come molte altre orchidee epifite), ma a terra, tra il muschio e le foglie decomposte del sottobosco. Questa caratteristica nasconde una curiosità evolutiva affascinante: la famosa “pantofola” non è lì per bellezza, ma è una sofisticata trappola per gli insetti impollinatori. L’insetto, attirato dai colori, scivola all’interno della sacca e, per uscirne, è costretto a percorrere un sentiero obbligato che lo porta a strisciare contro il polline, garantendo così la riproduzione della pianta.
Coltivare un “Elfin Moon” regala grandi soddisfazioni, soprattutto perché è un’orchidea che si adatta bene alla vita d’appartamento, amando gli stessi angoli che piacciono a noi. A differenza di molte sue cugine che bramano il sole diretto, questa pianta preferisce una luce filtrata e soffusa, proprio come quella che filtrerebbe tra le chiome degli alberi della sua giungla d’origine; un davanzale rivolto a est o a nord è spesso la sua posizione ideale. La sua bellezza è discreta ma persistente: un singolo fiore può rimanere perfetto e vitale sulla pianta per diverse settimane, diventando il centro dell’attenzione di qualsiasi stanza.
La gestione dell’acqua è il vero segreto per farla felice. A differenza delle Phalaenopsis, il Paphiopedilum non possiede pseudobulbi per immagazzinare riserve idriche, quindi non ama restare completamente asciutto per troppo tempo. Il terriccio (solitamente un mix di corteccia e materiali che trattengono un po’ di umidità) dovrebbe essere mantenuto costantemente fresco, ma mai inzuppato. Ama sentire intorno a sé un’aria umida e non troppo calda.











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